Riscatto

Il signor V. non aveva dormito tutta la notte.
Ogni mercoledì mattina era svegliato di soprassalto da tre colpi minacciosi, scanditi lentamente alla porta d’ingresso.
Toc. Toc. Toc. Alle sette e mezza.
Talvolta si svegliava pochi minuti prima, tra le sette e un quarto e le sette e venti, grondante sudore e coi nervi a fior di pelle, presagendo quello che di lì a pochi minuti sarebbe successo, dato che succedeva ormai da quattro mesi. Allora sentiva dei passi arrivare, fuori dal suo appartamento; sentiva i tre colpi tuonare alla porta; sentiva un fruscio di carta, e dei passi allontanarsi.

Quella notte, però, non aveva proprio dormito. Si era girato e rigirato tra le lenzuola fradice, gli occhi sbarrati, il cuore a mille. La pistola sul comodino, caricata, senza sicura.

Anche quel mercoledì mattina, sentì dei passi arrivare. Fu colto dal panico. Per un attimo paralizzato, si scrollò il terrore di dosso e si alzò dal letto. Impugnò la pistola. Fece per andare alla porta.

Giunto in corridoio, il terzo colpo alla porta fu dato. Fruscio.
Arrivò alla porta. Si chinò. Le gambe quasi non gli cedettero.
Guardò attraverso lo spioncino.

Un uomo in impermeabile, scuro, stava abbandonando il pianerottolo.

Non aveva mai sentito così chiari i suoi passi allontanarsi.

Una mano alla maniglia, un dito al grilletto. Una fronte pallida, imperlata di sudore.
Solo quando l’uomo fu scomparso dallo spioncino, il signor V. si risolse ad uscire.

Lo seguì per le scale, senza far rumore. Piano dopo piano.
Aspettò che fosse fuori dall’edificio. Lo seguì ancora.

Prima che potesse svicolare, il signor V. si decise.
Puntò la pistola, premette il grilletto. Solo un sibilo di silenziatore.
L’uomo cadde, in mezzo al vialetto. L’impermeabile si tinse di rosso. Il signor V. si voltò e tornò sui suoi passi.

Tornò in casa. Prima di attraversare la porta lasciata aperta, prese qualcosa dalla cassetta della posta.
Entrò e si chiuse la porta alle spalle. Aprì la busta.

Bruciò i ritagli di giornale che componevano il messaggio, e subito si sentì in qualche modo sereno. Bevve un bicchier d’acqua. Tornò a letto, sentendosi un po’ meno miserevole.

(Poi forse, l’indomani, ebbe ad usare un altro proiettile.)

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