*tutto un discorso che mi ero fatto e che mi son dimenticato, anche perché era scaturito dalla frivolezza di una qualche sensazione sulla pelle, e mi pare un certo profumo di Bilboa* , ma qui… Qui ciò di più fresco alle narici (e per lo spirito) è l’umore dei pini quando appena sverna. Un vero piacere, sia chiaro. Ma quale vero piacere può davvero godersi senza il suo opposto?
… Grigiori che coccolo, a cui mi sono assuefatto. Arredi, palliativi a questo labirinto di gelo.
Luce
Colori smontati dal cielo di Eburno.
Ammaina lo spirito il pescator mansueto
temprato
dall’angue del mare in burrasca.
Di soffi e di imbrogli
vocifera il porto da sotto’l gabbano.
Risente del verno la spuma pelagia
che guizza, gorgoglia,
s’ammanta turchina,
vorteggia, salmastra,
s’increspa e si stizza.
Si annusa la legna
che d’aspro sprofonda
da narici, a fremiti, a membra,
l’umido radicale risembra.
Riecheggia un lavorio color dell’ambra,
catene fragorose in moto,
stornire di gabbiani e di gran gente
Cornice dell’idillio che sgretola
e dissolve, prorompente,
la continuità
tra
corpo
e
mente…

Edouard Manet, Il porto di Calais, 1864-'65 circa
Mi piaceva molto, anche se neologismi come “vorteggia” (sembra dialetto romanesco), espressioni come “l’umido radicale risembra” o “da sotto’l gabbano” (per non parlare del titolo…), sinestesie goffe come “riecheggia un lavorio color dell’ambra” sono davvero troppo. Magari un giorno ci rimetterò mano…
Grandine. Un impeto
fresco si schianta in
faccia. A fiotti si
incastrano chicchi di
polistirolo al cemento
crepato.
Storni di spruzzi
biancastri si sfrangono a
terra di sbieco.
Le foglie e le siepi
convulse che roteano
assieme le teste, signore
bigotte che chiosano
in coro sul tempo
riottoso.
Le fronde degli alberi
svettano il cielo,
somigliano a gente di
porto alle prese con vele
in burrasca e le funi
agitate dal vociferare dei
venti.
Odore di anguria nell’aria.
Gli spruzzi si frustano
contro la pelle,
atomisticamente,
lasciandone i sensi
sconvolti frizzanti.
Cascate di pioggia
slittando su tetti cristalli
di macchine e tegole
incaute vibranti poi
cascano a terra, il rumore
dei cocci fluisce
armonioso nel grande
complesso di rombi.
Pastoni di ghiaccio
fondendosi a terra raduni
di processionarie.
Odor di pinoli pungente
in centro città.