La platea era gremita, vibrante d’attesa.
Il santone salì sul palco, sbucando dal nulla del dietro le quinte.
Subito un boato di ossequiosa ammirazione si sollevò da quella lourdes ambulante di splendidi reietti dello spirito, di lebbrosi dentro. Il santone guadagnava decimetri di palco ad ogni passo, ad ogni passo quel mostro di squisita depravazione che è la folla si infervorava. Eccolo raggiungere il pulpito, il microfono, ecco sublimarsi il meraviglioso dell’ignoranza, ecco la merda fatta verbo propagarsi per l’auditorium, ciucciata con quasi libidinosa smania dai voraci veneranti astanti.
- Carissimi, è con animo lieto che vi accolgo così numerosi anche stasera. Continuiamo la nostra avventura nel mondo dell’inconscio tramite la nuovissima scienza di mia invenzione, la psicoemoprassentomologia…
Divini sproloqui di quarantacinque minuti. Gli stolti in delirio estatico, convinti nella loro beata e sacrale demenza di star accedendo alla panacea. A soli tren-ta-eu-ro-ca-da-u-no a serata! Sale una donna sul palco. Un po’ di deliziose pantomime. Lui deve sbloccarle la psiche, che è congestionata, dice. Le tocca il “Chakra della Radice”, che poi sarebbe un modo esotico di dire: la patata. Favoloso briccone. Lei si irrigidisce. Lui la tocca un po’ anche altrove, poi di nuovo lì. E’ pure vecchia e brutta, mirabile debosciato. Lei si fa intontire, o forse non gradisce più le toccatine (lecito ma sciocco azzardare un rinsavimento dell’ultim’ora), dice che sta già meglio. Lui ammicca ad un’estasiata moltitudine e cerca nuove avvenenti volontarie. Tutte timide, dal pubblico, l’avresti mai detto? Ma che importa: poi nello studio privato ne passeranno a dozzine, di tutte le età di tutti i colori di tutte le sorti ma tutte di un certo tenore economico, giocoforza. Centocinquanta euro a seduta, sedute di un’ora ma ne fa sei o sette contemporaneamente, alternando: due-tre minuti ogni paziente. Diabolica canaglia. Le più ingenue manco a dirlo se le scopa, machiavellico malandrino.
Ah, in fondo alla sala un tavolo pieno di dépliants accatastati. Recitano, tra l’oceano sconfinato di strepitose stronzate, anche questo: Dr. Salvatore Scocca, Eminence Dr. of Psychology negli Stati Uniti, Dr. in Science of Support of the Human Person alla Filomena University di Stanfield, psicologo, psicoterapista, psicoterapeuta, psichiatra e psicotropista alla High Super University of Stoccolma, esperto in chirurgia della ghiandola pineale certificato dal CAZZIR, bla bla bla una sequela di titoli spettacolosi ed immaginifici, autore dei bestseller “Conosci te stesso attraverso la psicoemoprassentomologia”, “Migliora la tua vita in tre semplici passi”, “Ricchi, felici e amati: il percorso verso la realizzazione dell’anima inconscia” e una pletora di altri pilastri della letteratura mondiale.
Può capitarti, perdendoti in questo sconfinato curriculum vitae, di scoprire che la gioconda serata si sia già conclusa, così, in un batter d’occhio. Come vola un’ora e mezza di puttanate, trascorsa “con animo lieto” a rincorrere una qualche dolce illusione da popolino, un qualche provinciale portento. Il dr. Scocca tirerà tardi con una giovine pescata tra il pubblico (ci sono quasi più giovini che vecchi, tra il pubblico!). Pensa bene, il nostro Salvatore: un paio di drink al bar lì vicino, e potrà accedere al Chakra della Radice senza neanche troppe boiate sulla psicoemoprassentomologia.
